Le procedure di sfratto. L'accordo tra Prefettura, Tribunale, Ordine degli Avvocati di Brescia e forze dell'ordine.

  • By LIBRETTI MAURIZIO
  • 14 Oct, 2017

Cosa succede una volta che il giudice ha fissato la data del rilascio dell'immobile ? Cerchiamo di capirlo !

Pubblichiamo per esteso l'accordo intercorso tra la Prefettura, la Corte d'Appello di Brescia,  il Tribunale, l'ordine degli Avvocati di Brescia e le forze dell'ordine con il quale si stabilisce come materialmente si dovrà procedere in caso di esecuzione dello sloggio nei confronti dell'inquilino moroso.

... Nel corso della riunione del Comitato provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica svoltasi il 22 settembre 2016, cui hanno partecipato il Presidente della Corte d'Appello ed il Presidente del Tribunale di Brescia, i vertici delle Forze di Polizia, il Comune di Brescia e I' UNEP, sono state
affrontate le tematiche attinenti agli sfratti con particolare riguardo all'esecuzione e concessione della forza pubblica ed è stata condivisa l'opportunità di addivenire alla definizione di un percorso condiviso per la gestione della problematica in argomento;

l'analisi dei dati concernente la convalida di sfratto per mancato pagamento dei canoni di locazione permette di evidenziare che dopo la crescita degli anni 2013 e 2014 (nel 2013, n. 720 sfratti per morosità in città e n. 1404 in provincia mentre nel 2014, n. 789 sfratti per morosità in città e n. 1.411 in provincia) nell'anno 2015 c'è stato un calo significativo (n. 572 sfratti per morosità in città e n. 1330 in provincia) trend che sembra confermato anche dai dati relativi al primo semestre 2016 (271 sfratti per morosità in città e 652 in provincia nei primi sei mesi dell'anno). La flessione del numero degli sfratti nel 2015 appare più evidente nel capoluogo ed è pari al 28% mentre nel resto della provincia la diminuzione risulta più contenuta (6 %). Analizzando il trend per l'anno in corso (2016) questo sembra indicare una stabilizzazione cu una cifra di procedure pari o di poco inferiore a quella del 2015;

la positiva esperienza, ormai quinquennale, di mediazione posta in essere dal "tavolino sfratti" istituito presso questa Prefettura, ha in parte anticipato l'attuazione delle finalità di cui al decreto- legge 31 agosto 2013 n°102 convertito con legge 28 ottobre 2013 n°124 che all'art. 6 comma 5 nonché del decreto 14 maggio 2014 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze concernenti iniziative di sostegno dei cittadini in difficoltà nel pagamento del canone con l'obiettivo dì affrontare il fenomeno della morosità incolpevole e degli sfratti;

si pone, altresì, la necessità di contemperare le azioni a tutela del diritto di proprietà e quelle di attuazione delle procedure di escomio al fine di ottimizzare l'impiego delle FF.PP. nell'esecuzione delle stesse nonché garantire forme di trasparente informativa al fine di consentire la partecipazione di tutte le istituzioni interessate, ivi inclusi i difensori delle parti, nonché l'effettivo esercizio dei diritti tutelati dalla legge e oggetto di pronuncia giudiziale;

si rende necessario, infatti, modulare e regolamentare le richieste di concessione della forza pubblica nell'esecuzione dei prowedimenti di sfratto, stante la mole di richieste che pervengono irritualmente alle diverse Forze di Polizia, anche in relazione alle molteplici e gravose incombenze che riguardano la gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica da parte delle forze dell'ordine;

PREFETTURA DI BRESCIA  Si CONVIENE QUANTO SEGUE:

Il Comune di Brescia si impegna a comunicare -fino all'applicazione, prevista nel 2018, della nuova normativa regionale che ha sostanzialmente modificato le procedure di assegnazione degli alloggi pubblici - al Presidente della Corte d'Appello, al Tribunale, all'UNEP, al Prefetto, alla Questura e all'Ordine degli Avvocati di Brescia l'elenco completo delle famiglie che hanno fatto richiesta di assegnazione di un alloggio pubblico e sono inseriti nella graduatoria anche provvisoria;

nel contempo allo stesso Comune saranno mensilmente comunicate le procedure di sfratto convalidate sul territorio del Comune di Brescia, al fine della verifica dell'eventuale sussistenza delle condizioni di "morosità incolpevole" e dell'attivazione delle conseguenti misure previste dai
decreti ministeriali in premessa citati; 

Gli Ufficiali Giudiziari dopo il primo accesso, nel corso del quale acquisiranno le necessarie informazioni anche sulla presenza di minori o di altre fragilità al fine del coinvolgimento dei servizi sociali, potranno procedere, nei soli casi di accertata morosità incolpevole, presenza di minori e/o
di effettive fragilità e comunque nei casi in cui sussistano in concreto motivi di gravità tali da giustificare la temporanea compressione del diritto di proprietà e l'impossibilità di dare esecuzione a prvvedimenti dell'autorità giudiziaria, alla fissazione della data del secondo accesso qualora
siano trascorsi almeno 120 giorni dal primo, al fine di consentire l'attivazione del "tavolino sfratti” che dovrà necessariamente avere luogo alla presenza di tutti gli interessati e dei difensori delle parti, prima del secondo accesso e comunque entro e non oltre il 60° giorno dalla data del primo accesso;

La Prefettura comunicherà all'UNEP e ai difensori delle parti qualora non presenti l'esito della mediazione svolta nell'ambito del tavolino sfratti;
Gli Ufficiali Giudiziari che intendono awalersi dell'assistenza della forza pubblica per l'esecuzione di uno sfratto devono presentare la richiesta alla Prefettura di Brescia almeno 50 giorni prima della data prevista per l'accesso e confermano l'esigenza entro 30 giorni prima della data prevista per l'esecuzione. La conferma della concessione della forza pubblica viene comunicata dalla Prefettura all'Ufficiale Giudiziario e al Comune di Brescia e ai difensori delle parti interessate 20 giorni prima della data di esecuzione prevista. Qualora la Forza di Polizia per il giorno fissato sia impossibilitata ad assicurare la presenza della forza pubblica, a detto secondo accesso, per altri e prioritari motivi, in particolare per sopravvenute esigenze di ordine pubblico, verrà data tempestiva comunicazione all'ufficiale giudiziario e al Comune di Brescia nonché ai difensori delle parti. In tali ipotesi, la Prefettura d'intesa con la Forza di Polizia, darà comunicazione agli stessi soggetti della nuova data
owero del periodo di disponibilità a presenziare al successivo accesso, da fissarsi da parte dell'Ufficiale Giudiziario;

Qualora nel nucleo familiare siano presenti minori, l'UNEP dovrà attivare, ai fini dell'effettiva esecuzione dello sfratto, tramite i competenti servizi sociali tutte le previste procedure di tutela degli stessi. Quest'ultimi dovranno fornire conferma sull'vvenuta attivazione delle stesse;

PREFETTURA DI BRESCIA
 Ferma restando la valutazione da parte del Prefetto della concessione deIl'assistenza della forza Pubblica in situazioni straordinarie, di norma, sarà uso disponibile, per |'esecuzione degli sfratti, un contingente di unità appartenenti alle Forze di Polizia il giovedì di ogni settimana dalle ore 8.00 alle ore 14.00 secondo le modalità individuate dal Sig. Questore in sede di tavolo tecnico ed in relazione alla competenza territoriale delle stesse di cui all'allegato schema.
In ogni caso, le richieste di concessione deI|'assistenza della Forza Pubblica dovranno essere indirizzate dagli Ufficiali giudiziari al Prefetto.
10 marzo 2017

F.to
Presidente Corte di Appello di Brescia
Presidente Tribunale di Brescia
Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Brescia
Questore
Comandante del Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri 
Comandante Provinciale della Guardia di Finanza ..."

Blog

By LIBRETTI MAURIZIO 12 Nov, 2017

La responsabilità contrattuale dell'Ospedale. 

Nuovo intervento della Corte di Cassazione sul tema dell'onere della prova, ovvero a chi setta di provare che cosa.

La Cassazione Civile, sez. III, con propria sentenza 13/10/2017 n° 24073 ha nuovamente riaffermato un principio che negli ultimi anni è diventato cardine:  il principio di diritto secondo cui in tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, ai fini del riparto dell'onere probatorio, la parte che agisce in giudizio, quindi il paziente danneggiato, deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia ed affermare l'inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo invece a carico della controparte (debitore) dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato, ovvero che, pur esistendo, esso non è stato causa collegata rilevante (cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n. 577 del 11/01/2008; id. Sez. 3, Sentenza n. 27855 del 12/12/2013).  


Di seguito il testo integrale della sentenza.  




CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Sentenza 16 dicembre 2016 - 13 ottobre 2017, n. 24073

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHIARINI Maria Margherita - Presidente -

Dott. TRAVAGLINO Giacomo - Consigliere -

Dott. OLIVIERI Stefano - rel. Consigliere -

Dott. CIRILLO Francesco Maria - Consigliere -

Dott. POSITANO Gabriele - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 11723-2014 proposto da:

AZIENDA OSPEDALIERA BIANCHI MELACRINO MORELLI DI REGGIO CALABRIA in persona del legale rappresentante, Direttore generale pro-tempore, considerata domiciliata ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall'avvocato CARLO MALARA giusta procura a margine del ricorso;

- ricorrente -

contro

I.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE G. MAZZINI, 6, presso lo studio dell'avvocato PASQUALE SCRIVO, che la rappresenta e difende giusta procura a margine del controricorso;

M.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CICERONE 49, presso lo studio dell'avvocato SVEVA BERNARDINI, rappresentato e difeso dall'avvocato ARMANDO ATTINA' unitamente all'avvocato SALVATORE ATTINA' giusta procura in calce al controricorso;

- controricorrenti -

avverso la sentenza n. 372/2013 della CORTE D'APPELLO di REGGIO CALABRIA, depositata il 10/10/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 16/12/2016 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVIERI;

udito l'Avvocato GIUSEPPE FEMIA;

udito l'Avvocato PASQUALE SCRIVO;

udito l'Avvocato FABRIZIO DE' MARSI per delega;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SOLDI ANNA MARIA che ha concluso per l'accoglimento del 1 motivo di ricorso.

Svolgimento del processo

In riforma della decisione di prime cure la Corte d'appello di Reggio Calabria, con sentenza 11.10.2013 n. 372, ha accertato la responsabilità per inadempimento contrattuale dell'Azienda Ospedaliera "Bianchi-Melacrini-Morelli" di Reggio Calabria e la responsabilità da "contatto sociale" del medico chirurgo M.R., dipendente dell'Azienda predetta, in relazione alla esecuzione della operazione di asportazione totale di un rene, cui era stata sottoposta I.G. su consiglio del sanitario il quale aveva diagnosticato una neoplasia in base alla presenza di una estesa neoformazione evidenziata dalla indagine ecografica, confermata dal risultato della TAC all'addome, omettendo tuttavia di approfondire la indagine diagnostica mediante esecuzione di esame bioptico estemporaneo, essendo risultato affetto l'organo asportato, al successivo esame istologico, da una patologia infettiva (pielonefrite xantogranulomatosa con ampia area emorragica) che avrebbe richiesto una nefrectomia soltanto parziale in luogo della asportazione totale dell'organo.

La sentenza è stata impugnata per cassazione dall'Azienda ospedaliera con due motivi.

Resistono con distinti controricorsi I.G. e M.R..

Motivi della decisione

La Azienda Ospedaliera impugna la sentenza in punto di accertamento del nesso di causalità tra la omessa esecuzione dell'esame bioptico e l'"eventum damni" consistente nella perdita del rene.

Con il primo motivo (violazione e falsa applicazione degli artt. 40 e 41 c.p. e dell'art. 2043 c.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) e con il secondo motivo (vizio di insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), l'Azienda Ospedaliera deduce che le risultanze della c.t.u. medico-legale non consentivano di pervenire ad accertare la incidenza eziologica della omessa diagnosi sulla successiva asportazione totale del rene, in quanto l'ausiliario aveva ritenuto che la esecuzione dell'esame bioptico estemporaneo non avrebbe consentito con certezza di pervenire ad una corretta diagnosi, essendo comunque estremamente difficoltoso distinguere la infezione dal carcinoma.

Indipendentemente dall'inesatto riferimento alla responsabilità da illecito extracontrattuale (art. 2043 c.c.), la impostazione difensiva della ricorrente, volta ad escludere la responsabilità contrattuale dell'ente, è falsata dalla errata trasposizione del criterio del "più probabile che non", che opera sul piano della causalità materiale ed attiene alla verifica del nesso di determinazione consequenziale "condotta omissiva o commissiva - evento dannoso", sul distinto piano dell'accertamento della imputabilità per colpa dell'inadempimento: la difficoltà di indagine diagnostica, e più correttamente la difficoltà che, secondo quanto affermato dal CTU, il medico incontra nella interpretazione del dato biologico ai fini della individuazione della particolare patologia infettiva - successivamente riscontrata dall'esame istologico post operatorio -, ricade, infatti, sul piano della verifica dell'elemento soggettivo (condotto secondo il parametro della negligenza, imprudenza, imperizia e della scorretta applicazione delle leges artis), e dunque si colloca in un momento logicamente successivo rispetto a quello della verifica della causalità materiale che richiede invece la correlazione tra la condotta (nella specie omessa) e I' "eventum damni" (asportazione del rene).

In caso di mancata attuazione della condotta "dovuta" (come nel caso di specie in cui l'esame bioptico estemporaneo è prescritto dal protocollo operatorio chirurgico), la sussistenza della relazione eziologica non può che essere ipoteticamente dedotta alla stregua di un criterio di prevedibilità oggettiva (desumibile da regole statistiche o leggi scientifiche), verificando se il comportamento omesso poteva o meno ritenersi idoneo - in quanto causalmente efficiente - ad impedire l'evento dannoso, con la conseguenza che deve escludersi dalla serie causale l'omissione di quella condotta che non sarebbe riuscita in alcun modo ad evitare l'evento (cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n. 576 del 11/01/2008; id. Sez. 3, Sentenza n. 16123 del 08/07/2010).

A tali criteri si è conformata la Corte territoriale quando ha affermato che "la difficoltà di pervenire comunque ad una diagnosi differenziale non vale ad escludere la astratta idoneità della indagine non effettuata" ad individuare la corretta patologia, e quindi ad impedire l'erronea asportazione totale del rene (cfr. sentenza appello in motivazione pag. 8): è rimasto quindi accertato che l'esame bioptico era richiesto come necessario proprio per confermare od escludere la neoplasia ed evidenziare eventuali patologie diverse. Dunque trattavasi di condotta eziologicamente rilevante rispetto alla successiva scelta terapeutica di asportazione totale o invece solo parziale del rene. Tanto è sufficiente, ai fini dell'esaurimento del giudizio di causalità materiale (ipotetica omissiva), non venendo ad incidere su detto accertamento l'ulteriore ipotesi formulata dal CTU in ordine alla difficoltà della lettura dell'esame diagnostico omesso - che attiene solo al successivo momento della corretta interpretazione dell'esame bioptico da valutarsi alla stregua del parametro della perizia professionale e che, presuppone, per essere compiuta? l'espletamento della indagine diagnostica ed il relativo oggetto da interpretare.

La affermazione del CTU che la diagnosi di pielofrenite xantogranulomartosa, presenta aspetti di difficoltà "per cui nella maggior parte dei casi" la certezza della diagnosi viene posta dopo l'intervento chirurgico, e l'argomento difensivo della ricorrente secondo cui non vi è certezza che la biopsia estemporanea avrebbe condotto ad escludere la indicazione di neoplasia, non elide, infatti, la efficienza causale della condotta omissiva predicabile in base alla astratta idoneità (fondata sulle migliori acquisizioni scientifiche allo stato disponibili che reputano necessaria l'effettuazione dell'esame inserito nel protocollo) dell'esame bioptico estemporaneo a disvelare la corretta patologia, riversandosi sull'Azienda ospedaliera e sul sanitario - secondo gli ordinari criteri di riparto dell'onere probatorio in materia di inadempimento contrattuale: cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n. 13533 del 30/10/2001 - l'onere di fornire la prova contraria, dimostrando che l'esecuzione della biopsia avrebbe, con certezza, in ogni caso dato un risultato negativo per diagnosi di infezione ovvero un dato non oggettivamente interpretabile come di pielofrenite xantogranulomartosa.

Deve al riguardo essere ribadito il principio di diritto secondo cui in tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, ai fini del riparto dell'onere probatorio l'attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia ed allegare l'inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo invece a carico del debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato, ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante (cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n. 577 del 11/01/2008; id. Sez. 3, Sentenza n. 27855 del 12/12/2013).

La sentenza della Corte d'appello si è conformata ai principi di diritto indicati e va dunque esente dal vizio di violazione degli artt. 40 e 41 c.p..

Il secondo motivo, con il quale si deduce il vizio di insufficiente e contraddittoria motivazione, è inammissibile in quanto sottopone alla Corte un vizio di legittimità non più presente nell'elenco tassativo previsto dall'art. 360 c.p.c., a seguito della modifica del n. 5 della predetta norma ad opera del D.L. n. 83 del 2012, art. 54 conv. in L. n. 134 del 2012 applicabile alla sentenza impugnata in quanto pubblicata successivamente alla data dell'11.9.2012, non evidenziando alcun "fatto storico decisivo" che il Giudice di appello avrebbe illegittimamente omesso di valutare (cfr. Corte cass. Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014; id. Sez. U, Sentenza n. 19881 del 22/09/2014), ma limitandosi a reiterare gli stessi argomenti difensivi svolti nel precedente motivo di ricorso, già ritenuti infondati.

In conclusione il ricorso deve essere rigettato e l'Azienda Ospedaliera va condannata alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

rigetta il ricorso.

Condanna la ricorrente al pagamento in favore di ciascuno dei controricorrenti, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 3.200,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 16 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 13 ottobre 2017.

By LIBRETTI MAURIZIO 14 Oct, 2017
Pubblichiamo per esteso l'accordo intercorso tra la Prefettura, la Corte d'Appello di Brescia,  il Tribunale, l'ordine degli Avvocati di Brescia e le forze dell'ordine con il quale si stabilisce come materialmente si dovrà procedere in caso di esecuzione dello sloggio nei confronti dell'inquilino moroso.

... Nel corso della riunione del Comitato provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica svoltasi il 22 settembre 2016, cui hanno partecipato il Presidente della Corte d'Appello ed il Presidente del Tribunale di Brescia, i vertici delle Forze di Polizia, il Comune di Brescia e I' UNEP, sono state
affrontate le tematiche attinenti agli sfratti con particolare riguardo all'esecuzione e concessione della forza pubblica ed è stata condivisa l'opportunità di addivenire alla definizione di un percorso condiviso per la gestione della problematica in argomento;

l'analisi dei dati concernente la convalida di sfratto per mancato pagamento dei canoni di locazione permette di evidenziare che dopo la crescita degli anni 2013 e 2014 (nel 2013, n. 720 sfratti per morosità in città e n. 1404 in provincia mentre nel 2014, n. 789 sfratti per morosità in città e n. 1.411 in provincia) nell'anno 2015 c'è stato un calo significativo (n. 572 sfratti per morosità in città e n. 1330 in provincia) trend che sembra confermato anche dai dati relativi al primo semestre 2016 (271 sfratti per morosità in città e 652 in provincia nei primi sei mesi dell'anno). La flessione del numero degli sfratti nel 2015 appare più evidente nel capoluogo ed è pari al 28% mentre nel resto della provincia la diminuzione risulta più contenuta (6 %). Analizzando il trend per l'anno in corso (2016) questo sembra indicare una stabilizzazione cu una cifra di procedure pari o di poco inferiore a quella del 2015;

la positiva esperienza, ormai quinquennale, di mediazione posta in essere dal "tavolino sfratti" istituito presso questa Prefettura, ha in parte anticipato l'attuazione delle finalità di cui al decreto- legge 31 agosto 2013 n°102 convertito con legge 28 ottobre 2013 n°124 che all'art. 6 comma 5 nonché del decreto 14 maggio 2014 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze concernenti iniziative di sostegno dei cittadini in difficoltà nel pagamento del canone con l'obiettivo dì affrontare il fenomeno della morosità incolpevole e degli sfratti;

si pone, altresì, la necessità di contemperare le azioni a tutela del diritto di proprietà e quelle di attuazione delle procedure di escomio al fine di ottimizzare l'impiego delle FF.PP. nell'esecuzione delle stesse nonché garantire forme di trasparente informativa al fine di consentire la partecipazione di tutte le istituzioni interessate, ivi inclusi i difensori delle parti, nonché l'effettivo esercizio dei diritti tutelati dalla legge e oggetto di pronuncia giudiziale;

si rende necessario, infatti, modulare e regolamentare le richieste di concessione della forza pubblica nell'esecuzione dei prowedimenti di sfratto, stante la mole di richieste che pervengono irritualmente alle diverse Forze di Polizia, anche in relazione alle molteplici e gravose incombenze che riguardano la gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica da parte delle forze dell'ordine;

PREFETTURA DI BRESCIA  Si CONVIENE QUANTO SEGUE:

Il Comune di Brescia si impegna a comunicare -fino all'applicazione, prevista nel 2018, della nuova normativa regionale che ha sostanzialmente modificato le procedure di assegnazione degli alloggi pubblici - al Presidente della Corte d'Appello, al Tribunale, all'UNEP, al Prefetto, alla Questura e all'Ordine degli Avvocati di Brescia l'elenco completo delle famiglie che hanno fatto richiesta di assegnazione di un alloggio pubblico e sono inseriti nella graduatoria anche provvisoria;

nel contempo allo stesso Comune saranno mensilmente comunicate le procedure di sfratto convalidate sul territorio del Comune di Brescia, al fine della verifica dell'eventuale sussistenza delle condizioni di "morosità incolpevole" e dell'attivazione delle conseguenti misure previste dai
decreti ministeriali in premessa citati; 

Gli Ufficiali Giudiziari dopo il primo accesso, nel corso del quale acquisiranno le necessarie informazioni anche sulla presenza di minori o di altre fragilità al fine del coinvolgimento dei servizi sociali, potranno procedere, nei soli casi di accertata morosità incolpevole, presenza di minori e/o
di effettive fragilità e comunque nei casi in cui sussistano in concreto motivi di gravità tali da giustificare la temporanea compressione del diritto di proprietà e l'impossibilità di dare esecuzione a prvvedimenti dell'autorità giudiziaria, alla fissazione della data del secondo accesso qualora
siano trascorsi almeno 120 giorni dal primo, al fine di consentire l'attivazione del "tavolino sfratti” che dovrà necessariamente avere luogo alla presenza di tutti gli interessati e dei difensori delle parti, prima del secondo accesso e comunque entro e non oltre il 60° giorno dalla data del primo accesso;

La Prefettura comunicherà all'UNEP e ai difensori delle parti qualora non presenti l'esito della mediazione svolta nell'ambito del tavolino sfratti;
Gli Ufficiali Giudiziari che intendono awalersi dell'assistenza della forza pubblica per l'esecuzione di uno sfratto devono presentare la richiesta alla Prefettura di Brescia almeno 50 giorni prima della data prevista per l'accesso e confermano l'esigenza entro 30 giorni prima della data prevista per l'esecuzione. La conferma della concessione della forza pubblica viene comunicata dalla Prefettura all'Ufficiale Giudiziario e al Comune di Brescia e ai difensori delle parti interessate 20 giorni prima della data di esecuzione prevista. Qualora la Forza di Polizia per il giorno fissato sia impossibilitata ad assicurare la presenza della forza pubblica, a detto secondo accesso, per altri e prioritari motivi, in particolare per sopravvenute esigenze di ordine pubblico, verrà data tempestiva comunicazione all'ufficiale giudiziario e al Comune di Brescia nonché ai difensori delle parti. In tali ipotesi, la Prefettura d'intesa con la Forza di Polizia, darà comunicazione agli stessi soggetti della nuova data
owero del periodo di disponibilità a presenziare al successivo accesso, da fissarsi da parte dell'Ufficiale Giudiziario;

Qualora nel nucleo familiare siano presenti minori, l'UNEP dovrà attivare, ai fini dell'effettiva esecuzione dello sfratto, tramite i competenti servizi sociali tutte le previste procedure di tutela degli stessi. Quest'ultimi dovranno fornire conferma sull'vvenuta attivazione delle stesse;

PREFETTURA DI BRESCIA
 Ferma restando la valutazione da parte del Prefetto della concessione deIl'assistenza della forza Pubblica in situazioni straordinarie, di norma, sarà uso disponibile, per |'esecuzione degli sfratti, un contingente di unità appartenenti alle Forze di Polizia il giovedì di ogni settimana dalle ore 8.00 alle ore 14.00 secondo le modalità individuate dal Sig. Questore in sede di tavolo tecnico ed in relazione alla competenza territoriale delle stesse di cui all'allegato schema.
In ogni caso, le richieste di concessione deI|'assistenza della Forza Pubblica dovranno essere indirizzate dagli Ufficiali giudiziari al Prefetto.
10 marzo 2017

F.to
Presidente Corte di Appello di Brescia
Presidente Tribunale di Brescia
Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Brescia
Questore
Comandante del Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri 
Comandante Provinciale della Guardia di Finanza ..."
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